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Del parlare e del ritrovarsi.

Oggi ho ricevuto un messaggio meraviglioso, di quelli che ti scaldano il cuore in una giornata un po’ storta.

Una giovane donna (ehi, se mi stai leggendo, ancora grazie di cuore!) che  era passata ad ascoltare questa mamma di Nina un po’ scalcagnata durante una presentazione, mi ha scritto (cito testualmente) “…da quel momento io e il mio compagno abbiamo iniziato a parlare tanto dell’essere genitori senza figli, cosa che non abbiamo mai fatto, e devo dire che mi è di grande aiuto”.

Ricordo benissimo che durante la presentazione si era parlato dell’importanza del comunicare, del non perdersi di vista durante i periodi bui che popolano il percorso di fecondazione assistita.

La comunicazione, così  importante e così difficile in situazioni di vita normale, figuriamoci in situazioni  molto delicate e fragili.

Sono profondamente convinta che il parlare, il confrontarsi sia fondamentale e impedisca la costruzione di muri invisibili difficilissimi poi da abbattere.

Ma non credete che sia stato facile per me arrivare a questa convinzione, anzi.

Ho vissuto anch’io periodi laceranti di grandi silenzi, di parole non dette o dette male, di fraintendimenti che l’anima ferita amplificava come un Marshall d’annata.

Quei periodi nei quali l’emotività sovrastava la razionalità e tutto era maledettamente difficile.

E allora il parlare, l’aprirsi, l’ascoltarsi e il guardarsi negli occhi è diventato prioritario, vitale.

Io sono un’accesa sostenitrice delle parole e del loro potere immenso. 

Nel mio caso, sia le parole dette che le parole scritte hanno avuto il potere di portare via piano la frustrazione, la rabbia, hanno avuto il potere di riuscire a condividere un dolore troppo grande da portare da soli.

Pensateci, avvicinatevi, parlatevi.

Fatelo per voi, fatelo perché vi volete bene, e non solo perchè volete bene a lui o a lei.

I benefici saranno immensi.

Foto di Nicole De Khors per Burst

Un commento

  • Caterina

    Grazie a te, Lella.
    Sai, credo fermamente che la vita di tutti noi sia metaforicamente e forse retoricamente un viaggio.
    Un viaggio durante il quali affronterai venti, piogge, uragani ma anche un viaggio che ti farà godere splendide albe e romantici tramonti.
    Starà poi a te quali esperienze tenere nel cuore più a lungo e quali dimenticare.
    È una crescita continua, faticosa ma anche stupefacente e l’amore fra e delle persone gioca un ruolo fondamentale a mio avviso.
    Andrò in cerca di quel blog, mi hai incuriosita…
    Grazie per aver letto di Nina e per essere entrata in questo blog appena iniziato, sono felice che un po’ ti sia ritrovata fra quelle pagine.
    Torna quando vuoi, sarai sempre la benvenuta.

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